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T-Systems inaugura il primo centro di “penta dimensione”

Milano, giugno 10, 2010
T-Systems e l’Università di Madrid presentano per la prima volta realtà virtuali “in penta dimensione”. Il progetto, attualmente unico in Europa, sottolinea la forza innovativa del brand di Deutsche Telekom in ambito ICT. Il modello e la simulazione in 3D nel centro di virtualizzazione di Madrid contribuiscono a ottimizzare i costi di sviluppo, limitano i rischi di produzione e riducono i tempi di costruzione.
La divisione di Deutsche Telekom e CeDInt, il centro di ricerca e sviluppo dell’Università Politecnico di Madrid, stanno lavorando, tra gli altri progetti, a rendere possibile la ristrutturazione in sicurezza dei monumenti architettonici utilizzando una nuova tipologia di simulazione (vedi foto). Entrambi i partner stanno sviluppando realtà virtuali in ambito automobilistico, architetturale, immobiliare, culturale, finanziario, marketing e formativo. Inoltre, i centri virtuali offrono nuove opportunità per la medicina forense e la chirurgia: attraverso l’utilizzo della simulazione in 3D, i medici sono in grado di ricostruire i volti o preparare gli interventi su tessuti sottili.
Un supercomputer per chi vola a terra e in aria
T-Systems fa leva su un ampio know-how nel campo delle simulazioni controllate al computer: il supercomputer disegnato e attivato da T-Systems, uno dei computer più veloci al mondo utilizzati a livello industriale per la ricerca aerospaziale, è situato nell'aeroporto di ricerca a Braunschweig. Utenti del computer sono i ricercatori e gli scienziati del progetto C2A2S2E, una partnership innovativa tra il Centro Tedesco Aerospaziale (DLR), lo Stato della Bassa Sassonia e Airbus. La simulazione puntuale dell’ultimo “comportamento” in volo è finalizzato a ridurre i costi di sviluppo e rendere i voli ancora più sicuri. Allo stesso tempo, vengono individuate modalità di riduzione di rumori e emissioni dell’aeromobile.
T-Systems sta collaborando con una partnership privata anche con l’Università di Stoccarda, con l’azienda di auto sportive Porsche e con il Centro di Simulazione Automobilistica di Stoccarda (ASCS), in progetti tra cui si annoverano lo sviluppo dei silenziatori, delle auto a bassa emissione e del consumo di carburante. I produttori di auto possono misurare la resistenza aerodinamica con il supercomputer e senza ricorrere al posizionamento dei prototipi nel “tunnel del vento”. Il flusso dell’aria può essere simulato al computer, con un notevole risparmio di tempo e denaro e seguendo l’importante filosofia Indu a favore della sostenibilità.
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